Linguaggio del teatro e dell’attore…

DiCristian Pucci

Linguaggio del teatro e dell’attore…

I termini teatrali di maggiore uso. Alcuni sono scritti qui, gli altri potrai scoprirli partecipando al laboratorio di recitazione “Fuori le quinte”.

Amatoriale: si dice di una compagnia di dilettanti.

Andare alla ribalta: prendere gli applausi. Infatti, la ribalta era la parte più prossima agli spettatori e gli attori vi si avvicinavano per “chiamare” gli applausi.

Anteprima: prova generale effettuata alla presenza di un pubblico di invitati.

Arrivare alla quarta: s’intende dell’attore che sa proiettare la propria voce e soprattutto sa coinvolgere l’intera platea. Con quarta si fa riferimento alla quarta fila di poltrone. “Non arrivare alla quarta“: s’intende chi non possiede né timbro né presenza, e non in grado di coinvolgere il pubblico.

Attori di chiamata: artisti si successo con i quali le chiamate al termine dello spettacolo sono garantite… e soprattutto e garantito l’incasso.

Buio: ordine tecnico che significa: spegnere le luci, salvo quelle di servizio.

Buio in sala: ordine tecnico che significa: spegnere le luci della platea.

Camerino volante: camerino costruito dal macchinista nelle immediate vicinanze della scena, spesso dietro le quinte, per permettere rapidi cambi d’abito agli attori.

Cartellone: Programma di una compagnia, di un teatro, di una rassegna, di un festival. È la “carta d’identità” delle scelte di un gruppo, di un direttore artistico.

Cast: il complesso degli attori scritturati per una rappresentazione teatrale.

C’è un/ c’è il vuoto: quando un attore che dovrebbe entrare in scena ritarda, oppure addirittura non entra.

Chiamata: applausi che determinano le uscite degli attori per ringraziamento. A volte pilotate da una claque, sul numero delle chiamate si basa spesso la sensazione di “successo”.

Chi è di scena: segnale dato dal direttore di scena che inviata gli attori a presentarsi in palcoscenico per l’inizio dello spettacolo. Viene in genere preceduto dai segnali dati alla mezz’ora, al quarto d’ora e ai cinque minuti che precedono lo spettacolo.

Colpo del maliaro: provocazione preparata con l’intervento di uno o più attori che si fingono spettatori o addirittura agenti di pubblica sicurezza in borghese, presenti in sala per servizio.

Compagnia: gruppo di professionisti che si unisce per dar vita ad uno o più spettacoli.

Corte, Giardino, Piazza: guardandolo dalla sala, la corte è parte destra del palcoscenico, il giardino è la parte sinistra del palcoscenico, la piazza è sul fondo. Esempio: «L’attore entra dalla corte ed esce per la piazza».

Dare la Battuta: fornire la replica con tempismo, permettendo al collega un intervento pulito ed efficace.

Debutto: il giorno in cui uno spettacolo viene presentato per la prima volta davanti al pubblico. Si chiama anche debutto ogni prima replica in una nuova piazza o città. Nel linguaggio teatrale si dice che una compagnia fa un numero di “debutti” commisurato al numero di piazze che visita. Ovviamente il termine debutto significa anche la prima volta di un attore di fronte a un pubblico.

Fare burletta: giocare, durante la rappresentazione, facendo il verso a un personaggio o montando scherzi più o meno spiritosi tendenti a mettere a disagio uno o più attori presi di mira, senza che il pubblico se ne renda conto.

Farsa: genere teatrale di carattere comico e grossolano. Commedia in generale breve, di comicità esagerata che per l’assurdità di peripezia, la buffoneria delle battute, i lazzi degli interpreti, si considera destinata a facile presa su pubblici immaturi.

Forno: una sala praticamente vuota: insuccesso e disastro spesso economico.

Gigioneggiare: pavoneggiandosi coi gesti e con la voce.

Improvvisazione: esercizio su di un tema dato. L’improvvisazione è stata molto importante al tempo della commedia dell’arte chiamata anche teatro all’improvviso. Oggi l’improvvisazione è uno strumento fondamentale nel lavoro dell’attore nel suo cammino verso il personaggio.

Nero: ordine tecnico che significa: spegnere sala e palcoscenico.

Papera: errore, spesso involontariamente comico, nel dire una parola da parte di un attore.

Performance: interpretazione particolarmente significativa da parte di un attore. Negli anni Sessanta, al tempo della nascita dell’avanguardia teatrale, performance, termine di origine anglosassone, stava a significare uno spettacolo interpretato da una persona sola di non lunga durata spesso esclusivamente gestuale.

Physique du role: possedere le doti sceniche, fisiche o vocali per interpretare un determinato personaggio. Ma si dice normalmente di un attore che possiede gran fascino, in grado di prendere il pubblico all’atto stesso dell’ingresso in palcoscenico

Perdere il fiato dal culo: vedi spompato.

Pomeridiana: replica che si svolge di pomeriggio normalmente nei giorni festivi.

Prima: la prima volta in cui uno spettacolo viene presentato ufficialmente al pubblico

Prova costumi: momento delle prove di uno spettacolo in cui gli attori indossano i costumi di scena, in presenza del disegnatore luci e del regista, per dar loro modo di apporre delle variazioni sul piano luci e farne risaltare le caratteristiche.

Prova Generale: ultima prova prima di uno spettacolo, effettuata completa, cioè con tutti gli elementi necessari: scene, costumi, musiche, luci. Non sono ammesse interruzioni.

Rimontare i tempi: si dice dello sforzo dell’attore quando si ritrova a sostenere le battute a vuoto, proprie o del proprio interlocutore scenico.

Soffiare: recitare sottotono e con il minimo dei fiati. Nel gergo teatrale si dice “soffiato” o “spompato” l’attore che manca di grinta e partecipazione, privo di tono e proiezione vocale; trivialmente si dice che “perde il fiato dal culo”.

Spettacolo: rappresentazione teatrale, cinema. e generalmente artistica che ha luogo di fronte al pubblico.

Spettatore: chi assiste ad uno spettacolo.

Strappo in falsetto: forzare con toni acuti al limite del gorgheggio.

Teatrante: chi recita in teatro.

Telefonare la battuta: preavvertire con gesti e toni acconci il pubblico del fatto che si sta preparando un effetto comico o tragico.

Tenere il personaggio: mantenere la coerenza e la concentrazione sul proprio personaggio per tutta la rappresentazione.

Tirare l’applauso: trucchi attoriali per spingere il pubblico ad un applauso a scena aperta: pause ad hoc, gag ripetute, gesti comici ripetitivi, occhieggiamenti ecc. ecc.

Tournée: le località diverse in cui viene rappresentato uno spettacolo secondo una precisa organizzazione.

Trovarsi sul velluto: si dice quando il collega ti porge la battuta con tempo ed effetto giusto.

Trovarsi sulla corda: quando un testo non funziona come si sperava e l’attore è costretto a spingere il ritmo per sostenerlo.

Vai col piazzato: ordine tecnico che significa: riaccendere le luci base.

Vien giù́ il teatro: clamore di pubblico. Significa trionfo, ma indica anche il successo di una singola scena o battuta.

Vuole prendere un caffè?: espressione con cui si indica scherzosamente un teatro recitato in panciolle, da seduti, con dialoghi da salotto.

Vuoto di scena: mancare l’entrata predisposta nella rappresentazione.

Visite: 6.690

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando ad utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi